Yajña

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Yajna è un termine sanscrito difficilmente traducibile nella nostra lingua: esso può assumere il significato di adorazione, invocazione, preghiera, offerta, oblazione, sacrificio. Presso la religione induista, Yajna indica un rituale sacrificale, eseguito per appagare i Deva, o essere celesti; consiste nel versare oblazioni nel divino Agni (il fuoco del sacrificio). Si ritiene che qualsiasi cosa offerta nel divino Agni raggiunga i Deva. Uno Yajna è solitamente eseguito da uno Hotri, con un certo numero di sacerdoti addizionali che svolgono funzioni di supporto, intonando versi dei Veda. Spesso, al centro del luogo in cui si svolge lo Yajna vi è un fuoco, all'interno del quale vengono offerti vari tipi di oggetti. La portata ed il valore degli oggetti offerti nel fuoco può sorprendere - essi includono molte noci di cocco, grandi quantità di ghee, pasta di sandalo e addirittura di vestiti. Uno Yajna può durare diverse ore, e spesso l'intero villaggio assiste al rituale. Nell'Induismo moderno gli animali sono considerati sacri, e pertanto non vengono impiegati nei sacrifici.

[modifica] Significato simbolico

Molte pratiche e rituali dell'Induismo possono considerarsi simboli di concetti inerenti tanto al microcosmo rappresentato dall'interiorità dell'essere umano quanto al macrocosmo che lo circonda; ed anche lo Yajna, in questo senso, ha un preciso significato simbolico. Secondo la tradizione induista l'intero universo manifesto è un sacrificio eseguito da Purusha, e l'uomo deve ispirarsi ad esso per riprodurre a livello individuale ciò che Egli compiuto a livello cosmico.

Collabora a Wikiquote « I riti di adorazione (Puja) ed i sacrifici (Yajna) vengono eseguiti al fine di ricordarvi il sacrificio interiore che ognuno di voi deve adempiere per salvarsi dalla paura, dal dolore e dall'ansietà. Questo è il sacrificio che innalza in offerta le emozioni ed i desideri, le passioni, gli impulsi e gli atti egoistici nell'ardore della consacrazione e devozione; in effetti, questo è il vero sacrificio che queste incoraggiano e di cui sono il riflesso. Esso è solo la rappresentazione simbolica visibile della fondamentale Verità astratta. Come al bambino si insegna a pronunciare le parole associando i suoni e le lettere con le immagini degli oggetti che hanno quel nome, attraverso questi simboli temporanei (kshara) il Principio Eterno (Akshara Tattva) viene portato davanti alla coscienza. »

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