Vedānta Sutra

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I Vedānta Sutra fanno parte delle sacre scritture Indù e fungono da commentari alle Upaniṣad e sono conosciuti con altri nomi: Uttara Mimâmsâ-sutra, Brama Sutra o Sâriraka Mimâmsâ-sutra.

Queste sutra sistematizzano le jñânakânda dei Veda. Combinano due doveri:

  • definire gli insegnamenti dei Veda e
  • stabilire speciali interpretazioni dei Veda adottati nelle Sutra.

È un'opera, questa, attribuita a Bādarāyana o (Vyāsa) che compendia nei suoi aforismi (sūtra) i concetti ed i principi fondamentali del Vedānta. Conosciuta anche come Śārīrakasūtra, espone i concetti basilari del Vedānta secondo un ordine rigorosamente logico. In sostanza consiste di una serie di asserzioni filosofiche, espresse sinteticamente in forma aforistica, tratte più o meno direttamente dalle asserzioni delle Upaniṣad. I diversi punti di vista che il Bramasūtra esamina e conferma o confuta, pur appartenendo alla tradizione filosofica indiana, comprendono tutte le principali interpretazioni dell'esistenza che possono incontrarsi in ogni tempo nel panorama speculativo. Il Bramasūtra è ripartito in quattro capitoli (adhyāya), ciascuno dei quali consta di quattro parti (pāda). Ogni parte prende in esame un certo numero di proposizioni (adhikarana), ognuna delle quali consiste in uno o più aforismi. In base al commentario di Śañkara il numero totale delle proposizioni è pari a 192, mentre quello degli aforismi è pari a 555. Il primo capitolo, Samanvayādhyāya ("Concordanza" [dei testi]), tratta della concordanza effettivamente esistente tra gli aforismi delle Upaniṣad sebbene in apparenza discordanti. Nel secondo capitolo, Avirodhādhyāya ("Assenza di contraddizione"), si esaminano le obiezioni che possono essere sollevate contro il Vedānta da avversari che si basano su alcune interpretazioni dei darśana e si risolve la loro apparente opposizione nei confronti del Vedānta. Nel terzo capitolo, Sādhanādhyāya ("disciplina spirituale"), si prende in considerazione ciò che, secondo la tradizione vedantica, costituisce un "mezzo" di liberazione. Le Upaniṣad espongono molti ausili e molte modalità per pervenire alla liberazione, ma tutti i testi convengono nello stabilire nella Conoscenza il mezzo principe. Il quarto capitolo, Phalādhyāya ("Il risultato"), concerne il "frutto" cioè la liberazione.

Data la loro concisa, essenziale, e talvolta ininitelleggibile natura, necessitano dei commentari per essere compresi. I Vedānta Sutra stessi forniscono una ampia evidenza che in tempi arcaici, ossia prima della loro definitiva stesura, vi fossero diverse opinioni sulla loro interpretazione. Nei testi si citano molti degli interpreti: oltre a Badaryana si conoscnono Audolomi,KArshnAgni, KAsakritsna, Jaimini and Badari.

Tra i più recenti interpreti (conosciuti anche come Bhasya) vi sono quelle di Adi Shankara, Ramanuja e Madhava.

La primissima sutra offre un'indicazione riguardo alla natura degli argomenti trattati nei testi.

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