Monismo

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Il monismo o non-dualismo è un termine che descrive il concetto filosofico, metafisico e teologico dell'esistenza di un unico principio, essenza, sostanza o energia divina in questo universo e in altre dimensioni metafisiche. Le concezioni monistiche dell'essere non negano la molteplicità ma considerano questa la manifestazione di un unico essere, come dire che per il monismo nemmeno l'esserci della molteplicità nega di per sé l'unità del tutto. In estrema sintesi, secondo una visione monistica, la molteplicità fenomenica e il dualismo percepiti dagli esseri umani sono solo una parvenza illusoria.

Il termine monismo fu introdotto nel 1734 dal filosofo tedesco Christian Wolff (1679 - 1754) nella sua opera Psicologia razionale (Psychologia rationalis).

Il monismo si distingue dal dualismo, secondo cui il tutto è formato da due tipi di sostanze, o dal pluralismo, da più tipi di sostanze. Esempi di dicotomie dualiste sono ad esempio il "sé" e gli "altri", la "mente" e il "corpo", l'"osservatore" e l'"osservato", eccetera. La prospettiva (religiosa o filosofica) non-dualista sostiene che nella natura della realtà non esiste fondamentale distinzione tra la mente e la materia e che l'intera realtà è una costruzione illusoria, essendo costituita essenzialmente dalla "mente divina".

L'Induismo, il Buddhismo, il Taoismo, lo Zen, il Panteismo, il Panenteismo e numerosi similari sistemi di pensiero (in particolare orientali) condividono elementi mistici e spirituali del monismo. Anche alcune teorie post-moderne e visioni new age del mondo si rifanno a questi concetti.

Indice

[modifica] Tipi di monismo

Il monismo è spesso suddiviso in tre aspetti differenti:

  1. Il Materialismo, secondo cui solo tutto ciò che è fisico è reale, e la mente è riconducibile a un mero processo fisico.
  2. L'Idealismo o fenomenalismo, secondo cui solo l'aspetto mentale è reale; questa è esattamente il contrario della posizione precedente.
  3. Il Monismo neutrale, dove entrambi gli aspetti, fisico e mentale si possono ridurre a una non meglio definita terza sostanza o forma di energia.

È indubbio che è difficile classificare altre posizioni in categorie, per esempio:

  1. Funzionalismo, crede, come il materialismo, che i processi mentali si possano ridurre a processi fisici, ma considera che tutti gli aspetti critici della mente siano riconducibili ad un livello definito come substrato-neutrale "funzionale". In questo modo non è necessario coinvolgere le funzionalità dei neuroni nella produzione di stati mentali. È questa, in sintesi la posizione della scienza cognitiva e dell'intelligenza artificiale.
  2. Eliminativismo, secondo cui è necessario dimostrare che la mente è un aspetto non scientifico e deve essere completamente rifiutato. Non molto tempo fa gli antichi Greci affermavano che tutta la materia è composta di terra, aria, acqua e fuoco, e che nel futuro le persone non proveranno più di "credere" , "desiderare" e altri stati mentali. Una sotto categoria del eliminitivismo è il comportamentalismo radicale, un punto di vista di Burrhus Skinner.
  3. Monismo anomalo, una posizione proposta da Donald Davidson che negli anni settanta cercò di risolvere il conflitto Mente-Corpo. Il Monismo Anomalo poteva essere considerato come una via di mezzo tra fisicalismo e monismo neutrale. Davidson affermava che vi fosse solo la materia fisica, ma che gli oggetti mentali e gli eventi fossero del tutto reali, e identici alla materia fisica. Ma il fisicalismo mantiene una certa priorità dato che (1) : tutti i pensieri mentali sono fisici, ma non tutte le cose fisiche sono mentali e (2), come ha espresso John Haugeland nel momento in cui togli tutti gli atomi, non rimane nulla. Questo tipo di monismo fu ampiamente considerato come una miglioramento della teoria sull'identità mente-corpo, dato che essa non implica che si deve per forza fornire un procedimento reale per ridescrivere qualsiasi particolare tipo di entità mentale in puri termini fisici. Effettivamente un tale metodo potrebbe neanche esistere; questo è il caso del fisicalismo non riduttivo o forse del fisicalismo emergente.

[modifica] Il monismo nella religione

Per alcuni, il monismo può avere implicazioni spirituali; infatti, coloro che criticano il "pericolo monismo" affermano che nel tentativo di definire tutte le cose come un'unica sostanza, si rischia persino di dissolvere Dio nel processo. Altri al contrario affermano che nel processo di dissolvimento si riconosce che l'essenza finale è Dio e che Dio è l'unica sostanza.

Nella Teologia cristiana il monismo fu oggetto di discussioni, per esempio nella dottrina cattolica della "divina semplicità", così come in altre religioni come l'Indù e il giudaismo in particolare.

Storicamente e in diverse occasioni il monismo è stato promosso in particolar luogo da Ernst Haeckel in termini spirituali. Tra lo sconcerto di alcuni moderni osservatori alcune idee di Haeckel sul monismo avevano implicazioni nel darwinismo sociale e nel razzismo scientifico.

Secondo il non-dualismo la realtà non è né fisica né prettamente mentale, ma piuttosto consiste in un ineffabile ed indescrivibile stato di realizzazione superiore. Infatti non è possibile esperire e descrivere la non-dualità in maniera oggettiva (perché sarebbe in sé un atto dualistico di relazione soggetto-oggetto o osservatore-osservato); è possibile però cercare uno stato soggettivo di consapevolezza non-dualistica, mediante percorsi filosofici, religiosi e mistici come ad esempio lo yoga e la meditazione. Le terminologie utilizzate quindi per definire l'essenza della realtà sono le più diverse: "Spirito" (Aurobindo), "Brahman", "Dio", "Quello", "L'Uno", "Il tutto" (Plotino), "Il Sé" (Ramana Maharshi), "Dao" (Lao Zi), "L'Assoluto" (Schelling).

[modifica] Advaita e Induismo

Per approfondire, vedi la voce Advaita Vedānta.
Collabora a Wikiquote « Come il movimento di un tizzone ardente sembra avere una linea dritta o curva, così la coscienza in movimento appare essere il conoscitore ed il conosciuto.
Come il tizzone ardente quando non è in moto diviene libero dalle apparenze e dalla nascita, così la coscienza quando non è in movimento rimane libera dalle apparenze e dalla nascita. »
(Mandukya Upanisad, IV, 47-48 )

L'Advaita è forse la tradizione non-duale per eccellenza (il termine "non-dualismo" è infatti la traduzione di advaita, in sanscrito: a, alfa privativo e dvaita, duale), nata in India intorno all'VIII secolo dall'interpretazione del filosofo Adi Shankara dei sacri testi Vedānta. Questi sono parte dei sei sistemi filosofici induisti (detti Darshana), basati sui Veda e sulle Upaniṣad che definiscono l'ultima monade come senza forma, pura completezza e beatitudine, impersonale, senza parti né parzialità, l'ineffabile substrato metafisico di tutto ciò che esiste: il Brahman. È tuttavia importante notare come non tutte le interpretazioni dei Vedānta siano di tipo non-duale.

Secondo questa filosofia l'Ātman (il Sé individuale) e il Brahman (la realtà trascendente) sono indivisibili "come l'aria entro la brocca è identica e indivisibile dall'aria fuori della brocca" (Mandukya Upaniṣad).

Ma l'Induismo è monistico anche al di là del non-dualismo Advaita, fino ad arrivare al Rig Veda nel quale si inneggia ad un essere-non-essere, ad un respiro privo di respiro, dal quale una forza immanente viene auto proiettata nell'esistenza cosmica. Tale pensiero monistico si estende anche ad altri sistemi spirituali come lo Yoga ed il Tantra.

Un altro tipo di monismo viene definito monismo qualificato, insegnato dalla scuola di Ramanuja o Vishishtadvaita, che considera l'universo come parte di Dio o Narayana, un tipo di Panteismo, popolato da una pluralità di anime all'interno di questo "Essere supremo". In altre parole, questo tipo di monismo o teismo monistico è un tipo di monoteismo prevalente presso la cultura Indù, (con rispetto verso la cultura dualista Dvaita, che include il concetto panteistico e monistico di Dio personale inteso come Essere supremo, universale e onnipotente). Nel teismo monistico Dio è sia immanente che trascendente. In alcune tradizioni occidentali monoteistiche, Dio è visto solo come essere trascendente; è così assente il concetto di Divinità come essere presente in tutte le cose.

[modifica] Buddhismo

Il Buddhismo (e in particolar modo il Buddhismo Mahayana) è una filosofia non-duale. Tale prospettiva è evidente ad esempio nel Sutra del diamante e nel Madhyamaka.

[modifica] Zen

Lo Zen in sostanza è una antica tradizione non-dualistica. Oltre che una religione può essere considerato come una filosofia o una pratica di vita quotidiana che tende alla realizzazione dello stato di consapevolezza non-dualistica.

[modifica] Taoismo

Anche il Taoismo può essere considerato non-dualista. Ad esempio il termine wu wei (dal cinese wu, non e wei, fare) può avere diverse interpretazioni e traduzioni come "inazione" o "non-azione", cioè il rifiuto un'azione oggettiva da parte di un soggetto agente, in modo da agire senza un fine senza attaccamento e intenzionalità, e trascendere il dualismo.

[modifica] Sufismo

La dottrina sufista nota come Wahdat al-Wujud (unità dell'Essere) è l'interpretazione sufista del Tawhid (il monoteismo islamico). Anche secondo questa visione tutti i fenomeni sono la manifestazione di una unica realtà (Wujud) al contempo sia materiale che spirituale e divina (al-Haq).

[modifica] Cristianità

Fin dall'inizio la cristianità è stata caratterizzata da dicotomie dualistiche e perfino manichee.
Tuttavia la recente scoperta nel 1945 del Vangelo di Didimo Thoma ha portato a far ipotizzare alcuni autori che la parola di Gesù si riferisse in origine ad un non-dualismo piuttosto che ad un dualismo.[1]

[modifica] Il non-dualismo nella scienza

In ambito scientifico, alcuni paradossi della meccanica quantistica hanno contribuito alla crisi della visione dualistica e cartesiana della realtà. Alcuni di essi sono stati spiegati anche ricorrendo al non-dualismo. Ad esempio l'esperimento di Mandel ha fatto ipotizzare ad alcuni la non separazione tra la particella osservata e l'osservatore[2].

[modifica] Alcuni personaggi e pensatori vicini al non-dualismo

[modifica] Filosofi

[modifica] Mistici

[modifica] Occidentali

[modifica] Orientali

[modifica] Autori

[modifica] Note

  1. ^ Ronald H. Miller, The Gospel of Thomas: A Guidebook for Spiritual Practice
  2. ^ Fabrizio Coppola, Il segreto dell'universo. Mente e materia nella scienza del terzo millennio, (2005, L'Età dell'Acquario, Collana Altrimondi) ISBN 8871361814

[modifica] Voci correlate